L'abito fa il monaco? La camicia di flanella ha fatto il Grunge? Perchè i punk rockers non ammettevano la barba? Perchè il cappello di plastica da camionista è tornato ad essere cool è gli occhiali da indie-nerd -rotti e tenuti su col nastro adesivo- hanno quel non so che di intrigante? Meglio le magliettine da boscaioli dei Grandaddy o il candido completo da Love Boat di Wayne Coyne? Dateci materiale su cui riflettere. Vogliamo le vostre foto. Come siete, come eravate. Avete abbandonato la spilla da balia e la catena da cesso per un gessato alla Interpol? Fatecelo sapere! Avete tutte le magliette dei Pavement o dei Radiohead? Fotografatevi e vi metteremo nel nostro album.
Swatch sXe
Ohibò...questa non la sapevo
"In the early 1980s it was a common practice at all-ages punk shows was to mark minors with an "X" on their hands so they couldn't buy alcohol. As the straight-edge philosophy grew more popular, Kids who were old enough to purchase and drink alcohol in a club but didn't drink for ideological reasons started to mark themselves with the X in a show of solidarity. It is from these early roots that the "X" has become a symbol for the Straight Edge movement. Today the "X" can be found on tons of merchandise some purposly created as sXe items and others just for astetics. One of the most popular "X" items is the wrist watch created by the Swatch company in 1987. Origionally created during the craze of Malcom X merdchandise, the "X Swatch" has become the ultimate Straight Edge ID tag."
Pc Friendly
Il mio pc è un genio.
Scrivendo il titolo di un paragrafo della mia tesi che tratta del rifiuto degli Eroi nella musica degli anni '90 e volendolo intitolare No More Heroes (citando gli Stranglers), il correttore automatico si impunta ed è più ironico del periodo di cui mi accingo a parlare.
Forse, non d'accordo con l'affermazione che la camicia di flanella è stato uno degli indumenti più significativi del decennio, cambia il titolo da No More Heroes a No More Herpes...
Avesse capito qualcosa che a noi è sfuggito...
Look Now...Look Again
Ringrazio vivamente per la bellissima immagine che vedete qua sopra colui che ha provveduto a realizzarla e colui che mi ha aiutato a metterla online (dato che io sono una bella ritardata!)
Clap Clap Clap!
Hey Mister D.J.. Put a record on
Io non ho mai voglia di fare Playlist...ho trovato chi le fa per me..
Il Re del Mondo (post fuoritema)
Pochi giorni fa si tracciava un parallelo tra i capelli di Adriano e quelli di Craig David.
Stasera, con l'umiltà che lo contraddistingue, Berlusconi ci riprova e traccia un parallelo tra sè e Costacurta dicendo: "...porta bene gli anni, mi ricorda qualcuno..."
Noi tutti avremmo pensato: "Chiiii?" (escludendo lui naturalmente, dato che chi porta bene gli anni il lifting non se lo fa)
e invece con l'ironia di cui è impastato fino al midollo, conclude dicendo:"ah ...si, sono io!".
E chiosa:"Io, si sa, sono un vincente"
Che spasso...
"Perchè la risposta è dentro di te....e però è sbagliataaaaaa"
Grazie a loro abbiamo trovato il nuovo surrogato alla cialtroneria à la Paulo Coelho de L'Alchimista.
Leggete qua:(ANSA) - ROMA, 17 FEB - In arrivo E's, la maglietta che aiuta a credere in se stessi. L'idea e' di 4 ragazze di Verona riunitesi sotto al marchio 'Essgivienne'. La t-shirt riporta al suo interno frasi positive leggibili solo da chi la indossa, del tipo: 'Ascolto la mia voce ed essa mi guidera'' o 'Sono l'unica fonte della mia felicita''. Provenienti da esperienze differenti, Gaia si occupa di creativita' e styling, Nives di comunicazione e pr, Silvia dell'area commerciale e amministrativa, Vivilla e' la psicologa.
Vi immaginate una ragazza che per prender sicurezza in se stessa si mette a leggere le frasi scritte all'interno di una T-shirt magari mentre sta parlando, o si accinge a parlare, con un interlocutore del sesso opposto che magari le interessa? Io, proprio io dico (scusate l'autoreferenzialità), col fisico da bambino della prima media che mi ritrovo, sortirei l'effetto (per non dire proprio il sentimento del contrario Pirandelliano) di una che sta controllando se gli sono cresciute le tette negli ultimi 5 minuti.
Bah. Eppure ho come l'impressione che sta roba farà il botto come il margheritone, disegnato da un cieco con l'orchite, della stagione scorsa
Madonna, durante l’apparizione agli Mtv Awards del 2003 rispolvera un look maschile da cerimonia, composto da frac e cilindro, stemperato però, come ormai abbiamo imparato a notare, da particolari dell’ abbigliamento femminile: la giacca è corta e dal taglio più minuto, i pantaloni aderenti con la banda laterale di seta finiscono dentro un paio di altissimi stivali a metà coscia in pelle nera con tacchi a spillo e punta acuminata, il bustino avvolto sotto un’alta cintura di raso la strizza in vita, la canotta trasparente lascia intravedere il reggiseno, un paio di guanti senza mani le fasciano le braccia rendendola ancor più sensuale e femminile.Il tutto è nero. Quest’immagine potrebbe sembrare la solita trovata scenica della cantante, e lo è infatti, ma lì, hic et nunc, in quell’occasione, in quella performance travalica il semplice gusto della trasgressività patinata e ne acquista, in realtà, uno ulteriore legato alla sua posizione nel mondo della musica dovuto alla presenza di altre due reginette del Pop: Christina Aguilera e Britney Spears. L’importanza dell’abito è giustificata dall’evento solenne: con la scusa di mettere in scena un matrimonio Madonna compie una vera e propria investitura delle sue “figlie artistiche” giocando la parte dell’uomo, della “domina” nei loro confronti, di colei che ha posseduto e continua a mantenere un ruolo di supremazia nel mondo del music business, lo scettro di icona della musica Pop e che al contempo benedice le “nuove” arrivate con tanto di bacio sulle labbra che simboleggia un po’ il passaggio dello scettro e la condivisione del potere. In un gioco di rimandi e citazioni che sposta comunque l’attenzione sulla figura di Miss Ciccone, le due “spose” intonano Like A Virgin intorno ad un’ enorme torta nuziale vestite di pizzo bianco (mentre Madonna è vestita mascolinamente di nero), shorts e minigonne cortissime, corpetti intarsiati su cui ricadono cascate di collane e croci, con capelli sciolti e tacchi alti, richiamando il look della star negli anni ’80. Cosi nell’intrecciarsi di significati erotici e rilevanza sociale, la due teen idol ricoprono una posizione ancillare rispetto a Madonna che appare un po’ come il soggetto attivo di questo triangolo amoroso saffico. Per fortuna arriva una vulcanica e per niente interessata a sembrare eroticamente appetibile Missy Elliott, anch’essa nella parte dell’uomo in un frac oversize ma con le strisce della Adidas sulle maniche come la tradizione Hip Hop insegna, a scompaginare questo quadretto falsamente lussurioso che copre invece un discorso di poteri. La stessa patina di relazione saffica, che invece sottintende anche qui un discorso sulla figura di Madonna e sulle sue possibili rivali/discendenti, la ritroviamo nel video di Me Against The Music, dove il “Me” è interpretato da una Britney Spears tutta completo nero, cravatta, canotta trasparente, cappello di foggia maschile e “The Music”, naturalmente, è una Madonna con bastone da passeggio e completo chiaro da conquistatore delle colonie. Il titolo della canzone è si, innanzitutto, una citazione dell’album di Miss Ciccone uscito tre anni prima, ma neanche tanto sottilmente identifica Madonna con “The” Music, con l’identità stessa della Pop music nella quale, effettivamente, non teme rivali sia per vendite che per questioni di immagine.
La gente vuole sapere!
In linea con le nostre solite amenità e con il commento al post qua sotto, un caro amichetto di penna ci scrive:
"la gente vuol sapere.
chiede.
si informa.
e ora arriva al polsino.
io ne uso alcune combinazioni.
dettate poco dalla ricerca e molto dalla fortuna.
in primis venne uno striscino di un paio di centimetri di pelle verde chiara con tre righine di borchiette mignon.
molto mignon.
usato molto poco per la sua effettiva "pugnonellocchietà"-
poi venne un polsino di plastica giallo fluo, trasperente della Wella (marca di lacche per capelli) con scritto in buchini COSMOPROF, regalatomi da una amica delle lontane lande del confine est italico.
poi la svolta.
la ricerca.
polsiera in pelle nera pronta ad ospitare le borchie, ma SENZA borchie, pelle nera liscia spessa. non avambraccio che fa così blackmetal ma semplicemente un 5cm di spessore dappaiura.
poi venne il momento dei dieci, dico dieci, anelli in plastica nera abbinati, trovati sulle bancarelle di bologna. pochi euri. ben spesi, specie se analizzati in coordinato con la polsiera nera.
questo per il braccio destro.
per il sinistro troviamo una polsiera in spugna verde chiaro con striscia bianca centrale della Paul Frank, con l'orangutan simbolico messo però verso l'interno in modo che ti vedo non ti vedo, perchè si sa Paul Frank fa roba da ragazze, e mi è stato regalato da persona con cui intrattenevo rapporti leciti e con cui ora mica più tanto, i rapporti non la liceità.
in ultimo il capolavoro del politically correct.
in alternativa all'ambaradan nero plastica misto pelle, una mega polsiera da dieci centimetri abbondanti, della adidas, con strisce blu, bianche arancioni e nere, simmetriche e concentriche, ovviamente, e al centro sui due lati il logo Old School, per chi si sente così revival 80's, logo New School per gli amanti del Numetallo.
insomma un cazzo di capolavoro.
regalatomi da un amico.
che ha tenuto l'altra per sè.
molto fratelli di sangue.
poi in realtà vorrei fortissimo due cose rosse, uguali, una per lato.
alla vanessa carlton per intenderci.
due robe simili le aveva anche il tipo dei bloodbrothers questa estate.
ho anche provato a farmene uno con una cravatta arrotolata, molto DIY, ma mica mi è riuscito bene, mi toccherà riprovare tagliandola...
per i polsini chiudo."
Quante hai detto che ne hai...?
Mi scrivono: "oggi pensavo.
ma la sai la storia delle cinture emo?
quelle con le file di borchie.
1999.
dilaga l'emo snob.
c'erano i punti di riferimento.
se ce l'ha lui, allora posso anche io.
ad un certo punto viene sdoganata la cintura con borchie da metallaro.
si parte calmi, una fila perchè costavano un bordello e si trovavano solo a milano.
poi ad un certo punto diventano fashion e se ne hai solo una allora sei una checca, nonchè taccagno dei tuoi quattrini.
almeno due file.
qualche coraggioso tre.
e viene additato senza mezze misure quale squallido metallaro, nonchè scialacquone dei soldi di papà.
la lezione imparata oggi è che la differenza tra un metallaro e un culattone sta soltanto in due file di borchie.
se poi vuoi essere pienamente nella media e pienamente a tuo agio nella scena allora devi comprartene una nera con due file di borchie.
(e pantaloni bracaloni, ovviamente)
poi vennero le cinture tipo marina militare italiana, bianche e rosse.
poi di tutti i colori nel passaggio al fashion.
mi sto chiedendo quale sarà il prossimo trend."
Ooh, that's why I'm easy...
Qualcuno ha nominato Lionel Richie.
Questo cantante dal baffo lungo e pettinato, dall'acconciatura tiepidamente afro, negli anni '80 spopolava a colpi di rimandi alla Black Music, All Night Long e giacche rigorosamente "spallinate", un must per quei tempi.
Ex leader dei The Commodores, fu però innanzitutto il profeta dello stile "mezza via" tra l'elegante (!?) in giacca e camicia e lo sportivo in scarpe da tennis e jeans chiari che andava tanto durante la decade degli '80. (Anche Enrico Beruschi come molti altri in quegli anni si presentava cosi in tv...ed il rimando è tutto dire!). Insomma la figura che fa molto chic, da pianobar, soul ma non troppo, del nigga ripulito che canta nei localini off e fumosi delle metropoli americane, quello che con un centimetro in più di boccoli crespi sarebbe stato cacciato a pedate dagli stessi localini off frequentati dal rrrrrrampante manager.
Da questa parte dell'atlantico, del resto, ne I Ragazzi della Terza C avevamo un Signor Zampetti che si rivolgeva al proprio domestico di colore (lo stesso che in Drive In sapeva dire solo "Cous Cous ricco mi ci ficco!") con un "Ué, Africa, sentimi un pò....Ué nigher vieni un pò qua..." con un simpaticissimo, ostentato dialetto milanese.
Conclusione: han fatto bene i Faith No More a rifare Easy nel 1992 e a girare il video della canzone con le faccie sfatte e vestiti da donna. Al machismo garbato e al suadente casual vellutato preferisco le dita nel naso di Mike Patton.
Adriano dell'Inter non ha i capelli come Craig David?
...effettivamente sarebbe da andarci eh..
The Stars Are Projectors
Sto ascoltando a ripetizione 3rd Planet da The Moon and Antarctica dei Modest Mouse.
Loro hanno un aspetto veramente fantastico e a mio parere un sito molto bello (ho passato 10 minuti a far ballare il mostro in flash dell'intro al ritmo di Gravity Rides Everything!) e le foto sono di Pat Graham.
Il fantastico non sta nel fatto che sono belli, o nel fatto che sia gradevole il modo con il quale si mostrano, ma nel fatto che tutta la loro "estetica" è perfettamente coerente: T-shirts slabbrate, camicie a quadrettoni, occhiali da nerd, sguardo scazzato o trasognato/distratto...si capisce da lontano un miglio che poi i loro dischi suonano come suonano.
E il bello sta anche nell'immaginarseli mentre fanno le cose come andare a fare la spesa in un supermercato americano e poi magari tornano a casa e scrivono una canzone, con tutta la naturalezza con la quale si mangia un donut.
No?
Mr You're On Fire Mr!
Sullo strano caso delle autocombustioni a Caronia (Messina) l'esorcista Amorth dice: "In quel paese qualcuno ha fatto entrare il maligno".
Allora dobbiamo aspettarci di vedere Mick Jagger ardere sulle note di Sympathy For The Devil? Lo dicevano ....
Ma soprattutto a quando il turno dell'autocombustione della poltrona del Presidente del Consiglio?...se di maligno si parla...
E' o non è la maglietta disegnata da Richard Hell e poi indossata da Lloyd dei Television con su scritto Please Kill Me la quintessenza della New York della metà-fine anni '70?
E il look da novello Baudelaire di Tom Verlaine quanto piace agli Strokes e a molti loro concittadini?
Ma quanto è indie-rock Daniel Bruhl in Goodbye, Lenin! ?
La nuova pubblicità della Volvo non vi ricorda un pò il bel video di The Child di Alex Gopher?
I The Ark ci provano a fare gli Ziggy Stardust di inizio millennio e si piazzano sulla copertina di We Are The Ark incellophanati in completini di pelle, strizzati in cinture borchiate e polsini dai colori acidi, baciati in fronte da una luce metallica che di certo non aiuta a farli sembrare più veri e autentici ma piuttosto ci riporta alle atmosfere fredde e un po’ camuffate e improbabili della Enterprise di Star Trek in un’equazione che potremmo riassumere cosi:
Ziggy Stardust: The Ark = Discovery in 2001-Odissea nello Spazio: Enterprise di Star Trek
Lungi da noi fare una distinzione tra alta e bassa cultura (non si può parlando dell’oggetto del quale stiamo parlando), possiamo solo fare una distinzione tra cose riuscite e meno riuscite, tra chi costruisce la propria originalità e chi alimenta –male- fuochi accesi da altri.
Il look del gruppo svedese non riesce nell’intento di stupire e risulta solo posticcio, frutto dello shopping di un maniaco del latex, della pelle e dei vestiti per cubiste in gita per i sexy shop di Amsterdam.
Eppure.
Eppure in giro per Milano e per la capitale si videro capigliature fulve à la Ola Salo ( frontman dei The Ark) portate con estrema disinvoltura da adolescenti senza memoria storica, per ragioni anagrafiche, che non conoscendo Aladdin scelsero la sua copia (brutta).
Dal Diario "Una Vita in Trincea, a spalare"
"certo una festa è una festa ma devi colpire specie se vai e sono tutti più grandi e più fighi di te. te pensi come che mi metto in ghingheri senza dare nell'occhio come inguardabile accozzaglia, senza finire nelle sottotribù del look o altro? e allora eccola lì l'idea ti metti un bel gessato, ma lasci il panciotto a casa. grigio scuro come dio comanda, righe sottili e fini. sotto ci metti una bella maglietta di qualche gruppo figo, tipo chessò quella rossa degli altro con l'angelo. sopra un gilet con le due righine rossa e blù sui bordi però di quel colore quasi latte macchiato che fa così trasparenza e si vede il disegno della maglietta, spilletta d'ordinanza e scarpe da ginnastica, tipo le puma colorate sono perfette, perchè fanno così milano o anche un po' artista pragmatico... e per il tuo arrivo anche un bel cappotto con una spilla di dimensioni giga. E poi ovviamente arrivi alla festa. la tipa di turno ti rovesica il vino rosso addosso, fa troppo caldo per la giacca, e quando finisci pantaloni del gessato, scarpa da ginnastica e maglietta rossa senza scritte ma con disegno che incuriosisce, la gente ti nota senza essere un pugno nell'occhio e incominci a trovare gente che ti abborda per chiederti della maglietta, e sei subito amico."
Lettere dal confine (tra lo smarrimento sentimentale e lo shopping fatto per sopperire a questo!)
"ieri per sopire a queste mancanze mi sono comprato un gilet particolarmente spacchiuso, della benetton, marrone, con i rombi di toni tra il giallino e il rosso. spacca. usato 6e, e nn so perchè gli altri costavano tutti 9 erano più brutti e più leggeri
e poi silvia, la ragazza di almanacco, mi ha fregato come sempre, e mi sono comprato un parka nero, fighissimo, che fa così postdarkinfreddolito. abbiamo discusso di come quelli verdi siano out. ha anche il pellicciotto interno staccabile. dopo vari supersconti me l'ha lasciato a 35e. grande. sono sempre succube delle commesse simpatiche e dei giorni di fine saldo. ora mi manca ancora una felpa rossa e forse le allstar arancioni da accoppiare ai pantaloni grigi, che nn so mai con che scarpe metterli..."
.:Disorder Drama:.
.:El Pelandro:.
.:Etichetta Piccola Ma Curata:.
.:Farraginosi Pensieri:.
.:FFWD:.
.:Gioca Jouer:.
.:Iktomala:.
.:Inkiostro:.
.:Labranca:.
.:Le Foto di Tx:.
.:Marsiglia:.
.:Molti Centimetri di Donna:.
.:Movimentati:.
.:Musicboom:.
.:Per Favore Non Mordermi sul Collo :) :.
.:Perturbazione:.
.:Pic-A-Punk:.
.:Polaroid:.
.:Salto di Qualit:.
.:Seconda Visione:.
.:Self Comics:.
.:Sodapop:.
.:Spocchia:.
.:Tragedie Greche:.
.:Uno parecchio bravo:.
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